# Hacktivism and software art a cura di Neural.it (Alessandro Ludovico)
Il codice usato dagli hacker più illuminati cambia il rapporto uomo-macchina a favore del primo, asservendo non solo la macchina alla reale volontà del suo utente (e non del suo fabbricante), ma riposizionando anche la funzione del suo utilizzatore a 'critica' dell'uso delle tecnologie, rivestendolo di un ruolo culturale essenziale. Il sarcasmo, l'impegno politico, e la visione illuminata della contemporaneità che ne derivano, fanno aggiornare la cosiddetta 'arte della programmazione' in una più ampia concezione che può essere sintetizzata nel concetto: 'l'arte è una forma di hacking'.
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