LEGAMI at Futuro Remoto 2009
{ November 2009 - January 2010 }

LEGAMI installation

[ENGLISH]
concept, project and some artwork:
Luigi Pagliarini
project and most of the artwork:
Mr. BD
most of the electric circuit:
Andrea Bonazzelli
video shooting and editing:
Mr. BD & Luigi Pagliarini
music :
Andrea Gabriele
thanks for the help installing:
Antonio Tempesta e Maria Teresa Pica Ciamarra
thanks to:
Angela Palma e Francesco De Matteis
a special thanks to our:
Beloved
to the:
Earth

[ITALIANO]
concetto, progetto e parte della realizzazione:
Luigi Pagliarini
progetto e gran parte della realizzazione:
Mr. BD
gran parte del circuito elettrico:
Andrea Bonazzelli
video girato e montato da:
Mr. BD & Luigi Pagliarini
musica per il video:
Andrea Gabriele
un grande aiuto nell'installazione:
Antonio Tempesta e Maria Teresa Pica Ciamarra
un ringraziamento particolare:
Angela Palma e Francesco De Matteis
un ringraziamento speciale ai nostri:
Amori
dedicata alla:
Terra


The Video





LEGAMI @ Futuro Remoto 2009

[ENGLISH]

LEGAMI – Robot Art Installation conceived and realized in occasion of Futuro Remoto 2009 (“..e creò il Robot a sua immagine e somiglianza”, City of Science, Naples).

Moving from Fatherboard - the Superavatar it has been staged an extreme and paradoxical ecologist action, represented by a robot-cyclist that, once started up by people passing by, cycling backward with a very sophisticated mechanism lights up throughout the dynamo a small plant, in the attempt of keeping it alive.

Both irony and simplicity do not manage to hide the density of meanings carried along by such an art piece that constantly recall the immediate need of an adequate reflection on the relationship between humans, technology and nature.

The gravitational center of LEGAMI is the plant. Placed in the center of the technological effort – as well as the center of the exhibition hall, and therefore of the human attention – as to shape a virtuous circle that from the nature, throughout techne, gets back to nature to raise it. Somehow, it is the nature that becomes the “Totem”. In this meaning the installation, surprisingly and directly measure itself with the Stanley Kubrick's 2001, A Space Odyssey, reinterpreting in a naturalistic key the essence of the totemic artifact.

There is a constant and consistent referring to ecosystemics, the will to unhinge the concepts and ideas of values and interests usually linked to “technologically advanced” to advance a counter proposal and stressing the principle of eco-sustainability of the research in all domains (both scientific and artistic).

Under this prospective, it should not by chance that the robot is cycling backward. An unusual and spectacular action which, probably, materialize in a visual manner those new challenges of the theories of economy, (the eco-sustainable ungrowth), and disassociate itself from any techno-triumphalist approach.

All of that is evidenced even more by the use of materials – mostly recycled – and by the choice of the bicycle, the symbol of sustainable mobility. The art piece reveals the necessity of changing the life-style on the planet, and artistically marks up the definitive switch from the Futuristic approach. On the line is the No Oil plate located on the robot boot, that recalls such activists movements as Critical Mass, evidently.

Aesthetically, LEGAMI, that vaguely reminds Marcel Duchamp famous Bicycle wheel, the Miguel de Cervantes Saavedra's don Quijote de la Mancha and is close to both Cyberpunk and Kinetic Art while, cinematographically might also be influenced by the famous Wall-e and Belleville Rendez-vous .


[ITALIANO]

LEGAMI- installazione di robotica d’arte progettata e realizzata per Futuro Remoto 2009 (..e creò il Robot a sua immagine e somiglianza, Città della Scienza, Napoli).

A partire dall’opera d’arte Fatherboard – the Superavatar viene inscenata un’azione ecologista estrema e paradossale rappresentata da un ciclista-robot che, innescato al passaggio dei visitatori da un sistema molto sofisticato, si attiva pedalando all'indietro illuminando una piantina nel tentativo di sostenerne la sopravvivenza.

L’ironia e la semplicità dell’opera non celano la densità di significati veicolati e costante è il rimando alla necessità, oramai impellente, di una riflessione adeguata sui rapporti tra essere umano, tecnologia e natura.

Il centro gravitazionale dell'opera è e resta una piantina (di Zamia) posta al centro dello sforzo tecnologico realizzato (oltre che al centro della sala espositiva, e inevitabilmente dell’attenzione umana), come a formare un circolo virtuoso che dalla natura, attraverso la techne, ritorna alla natura, elevandola. E' la natura che diventa Totem: in questa accezione l’opera si confronta direttamente e sorprendentemente con 2001, A Space Odyssey (2001, Odissea nello spazio) di Stanley Kubrik, reinterpretando in chiave squisitamente naturalistica la figura e l’essenza dell’artefatto totemico.

Forte è il richiamo all’ ecosistemicità, nella volontà di scardinare - tanto in ambito artistico quanto in quello scientifico - i concetti di valore e di interesse legati meramente al ‘tecnologicamente avanzato’ e di privilegiare al contrario l'indice di eco-sostenibilità della ricerca in qualsiasi dominio. Non è un caso che l’automa in bicicletta sia cimentato nell’atto di pedalare a ritroso, azione d’impatto inconsueta ma che, tra l'altro, materializza in maniera visiva una delle nuove sfide delle teorie economiche, quella della decrescita sostenibile, prendendo le distanze in maniera chiara dai toni eccessivamente tecno-trionfalistici.

L’approccio alla tecnologia e allo sviluppo tecnologico eco-sostenibili è fortemente testimoniato dall’uso dei materiali, in buona parte di riciclo, e dalla presenza stessa della bicicletta, simbolo della necessità di un cambiamento radicale nello stile di vita che si esprime attraverso la mobilità sostenibile, superando le istanze futuriste. Ecco allora avvalorata la presenza della targa No Oil che campeggia sullo scarpone dell’automa e simbolo di riferimento di molti movimenti in questo senso attivisti, in primis Critical Mass.

Esteticamente l'installazione richiama in un qualche modo alla Ruota di Bicicletta di Duchamp, al don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes Saavedra e s'accosta a movimenti quali il Cyberpunk e la Kinetic Art mentre, cinematograficamente, richiama memorabili cartoni animati quali Wall-e e Belleville Rendez-vous (Appuntamento a Bellville).



Useful Links

http://www.artificialia.com/luigi/
http://www.futuroremoto.it/fr2009/
http://www.idis.cittadellascienza.it/
http://en.wikipedia.org/wiki/Critical_Mass
http://www.andreagabriele.it/